Al cinema – Il Nibbio

Regia di Alessandro Tonda. Interpreti principali: Claudio Santamaria, Sonia Bergamasco, Anna Ferzetti. Durata 109 minuti.

Nel febbraio del 2005 la giornalista del quotidiano Il Manifesto, Giuliana Sgrena, viene rapita a Baghdad da un gruppo di sunniti. Immediatamente la notizia giunge a Roma e al dirigente del Sismi Nicola Calipari, che si attiva per il suo rilascio. Dopo 28 giorni di prigionia, il 4 marzo del 2005, la giornalista viene liberata; mentre Calipari e l’agente Andrea Carpani stanno per raggiungere l’aeroporto insieme a lei, un gruppo di soldati americani fa fuoco su di loro. Carpani e Giuliana Sgrena rimangono feriti ma si salvano, Calipari muore facendo scudo col suo corpo alla giornalista.

Chi non è più giovanissimo ricorda la drammatica vicenda in cui Nicola Calipari rimase ucciso mentre portava in salvo la giornalista. Il regista che ha girato il film tra Roma e il Marocco è molto bravo nel costruire la rete di informatori, contatti, antagonisti come ogni storia di spionaggio che si rispetti, lasciando trasparire gli ostacoli che incontra l’agente nelle sue trattative per arrivare alla liberazione dell’ostaggio. Naturalmente non mancano alcune ingenuità, ma ciò che emerge è soprattutto il lato più umano di un padre (di Silvia e Filippo) e un marito amorevole. La narrazione si concentra soprattutto sull’uomo che era stato Calipari, svelando gli aspetti importanti di una personalità che da sempre era stata improntata su profondi principi etici e morali.

Calipari era nato nel ’53 a Reggio Calabria, era entrato a far parte del gruppo Scout Aspromonte ed era diventato Capo scout nell’AGESCI. Secondo il fratello di Nicola, Don Maurizio, il nome in codice “Nibbio” deriverebbe proprio dai campi scout in Aspromonte, dove Nicola ammirava il volo di quel rapace. In un’intervista fatta a vecchi compagni di scoutismo, emerge che già lì erano emerse in Nicola Calipari quelle qualità umane che si espressero anche quando da adulto entrò in Polizia fino a diventare un alto dirigente del Sismi (Servizio per le informazioni e la sicurezza militare). All’epoca il funerale di Nicola Calipari venne officiato da monsignor Angelo Bagnasco, allora Ordinario Militare, insieme a don Maurizio, fratello di Nicola. La narrazione è interessante e coinvolgente, soprattutto il regista è attento a non fare dell’agente un eroe da fumetti o da “mission impossible”, ma un uomo con dei principi che cercava di dare il meglio delle sue capacità e che comprendeva la sacralità della vita. Ed è questo ciò che commuove di più del film. “Il Nibbio” è ottimamente interpretato da Claudio Santamaria (Calipari), Sonia Bergamasco (Sgrena) e Anna Ferzetti (Rosa, moglie di Calipari).